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Valentina =^_^=

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martedì 20 dicembre 2011

Gli occhiali sul comò

Sola.
Nel nostro letto, coperta da un morbido piumone color arancio, leggo un piccolo libro di fiabe magiche, aspettando che il tepore si diffonda lungo tutto il mio corpo. La luce soffusa dell’abatjour ricopre il mondo che mi circonda di morbidezza, di calore. Ogni riflesso sugli occhiali è un piccolo abbaglio.
La stanchezza pesa sui miei occhi, e le mani si adagiano dolcemente sul piumone, accompagnate dal peso del piccolo libro di fiabe.
Un piccolo pensiero passa per la mia testa.
Un leggero battito di palpebre.
Un piccolo ricordo.
Un ricordo di quando ero bambina.
Ricordo quando mi capitava di addormentarmi, nel mio letto, guardando la tv, con gli occhiali ancora sul naso. Il buio intorno interrotto solo dall’abbagliante luce dello schermo. Un sonno all’apparenza profondo.
E poi i passi per le scale. Stanchi, appesantiti dalla giornata di lavoro.
Mio padre apriva piano la porta della mia stanza, per controllare che dormissi.
Spengeva la televisione, poi veniva da me.
Dolcemente, facendo molta attenzione a non svegliarmi, mi sfilava gli occhiali e li posava sul mio comò.
Mi rimboccava le coperte, spengeva la luce dell’abatjour e piano piano si richiudeva la porta alle spalle, sicuro di non avermi svegliata, per poter andare finalmente a riposare.
Forse non si è mai accorto che io percepivo questi suoi gesti, se pur addormentata.
Caldi, dolci, amorevoli.
Il tepore di questo ricordo mi riscalda il cuore, e sofficemente mi lascio coccolare.
Poi la porta si spalanca, e apro gli occhi.
Sono nella nostra camera, e mi sono addormentata, con gli occhiali ancora sul naso, e il libro di fiabe magiche in mano.
Piano piano chiudo il libro, lo appoggio sul comodino.
Lentamente e stancamente mi sfilo gli occhiali e piano piano li adagio sul libro.
Spengo l’abatjour e mi riaddormento.
Sola.

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